Scuola Calcio Passato, presente e Futuro…

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Vi presentiamo un focus dove poter capire realmente come si struttura una società calcistica, senza maschere e senza filtri, attraverso le gesta e le parole di tutti gli interpreti della USD Casatese. Partiremo dalle basi fino ad arrivare al nostro Presidente.

Conosciamo oggi Paolo Galbiati DS Scuola Calcio e Responsabile Comunicazione USD Casatese

Iniziamo il nostro percorso con te Paolo, per prima cosa come devo chiamarti?
PG: Semplicemente Paul. Tutti mi chiamano così in società dal più piccolo dei bambini al più “maturo” rappresentante.

Paul in società ricopri due ruoli che sembrano molto distanti fra loro: Responsabile Scuola Calcio e Responsabile della comunicazione…
PG: In realtà tutto è comunicazione. Risposta politica che però non da giustizia al senso della tua domanda. Mi spiego meglio. Sono due reatà ben distinte fra loro e vissute come tutte le cose che faccio con estrema dedizione e passione: entrambe esercitate nell’ambiente calcistico in tanti anni di lavoro (visto i capelli bianchi ride.. ndr). Nello specifico al giorno d’oggi, ritornando alla domanda, il giusto livello e piano comunicativo ti permette di arrivare al target prefissato per meglio veicolare l’immagine, la mission e la vera sostanza della società che si rappresenta. Nel corso della mia esperienza acquisita ho “attraversato” molte società a cui ho dato e raccolto molto in termini umani e professionali. Nonostante i social siano il mio pane quotidiano, nel senso che oltre che essere passione è anche la mia professione, sono molto schivo nel privato, lo testimonia proprio il fatto che questa è la prima intervista che rilascio dopo quasi quattro anni di intenso lavoro…

Come è nata la tua esperienza biancorossa?
PG: Direi quasi per caso, avevo appena interrotto la mia collaborazione con una società brianzola e dopo alcuni colloqui fatti in altre società anche molto blasonate, decisi di venire alla Casatese perchè il piano di crescita che mi era stato presentanto era perfettamente in linea con le mie ambizioni: creare qualcosa di nuovo ed aprire un nuovo ciclo. Ringrazio per questo in termini di amicizia Mirco Govoni e Roberto Zagati per aver sempre creduto fino in fondo nelle mie capacità. La presa in carico della parte comunicativa in effetti, almeno inizialmente è nata per una casualità, in attesa di potermi occupare della crescita dei bambini della scuola calcio che rimane e rimarrà sempre la parte predominante e insostituibile nelle mie scelte.

Che tipo di Scuola Calcio hai trovato?
PG: Come tutti i cicli che si aprono il miglioramento della situazione trovata è sempre la parte predominante dell’incarico. Vi era una situazione di disagio strutturale e numerico unito al forte senso di malessere condiviso dai genitori in modo diretto. Lasciami ringraziare il primo istruttore che ho chiamato “Ricky” Consonni che insieme a me ha condiviso questo inizio di percorso in modo davvero esemplare.
Con il passare del tempo, grazie alla presenza costante giornaliera e il lavoro profuso la Scuola Calcio ha acquisito nuovamente credibilità, fino ad arrivare ad oggi dove si è creato un progetto concreto di sana crescita. Grazie proprio alla bontà del progetto, siamo riusciti ad avere istruttori qualificati che altre società ci invidiano, a strutturare tutto l’impianto gestionale a livello di una società professionistica con tutti i servizi che ne derivano: inclusione professionale, percorsi di crescita differenziati e supporto pedagogico. Un oasi felice dove i nostri piccolissimi atleti possono crescere in totale sicurezza. Ora abbiamo sette squadre, più di 55 piccoli atleti, istruttori laureati in scienze motorie, istruttori che allenano in società professionistiche e supporto pedagogico finalizzato alla psicologia sportiva. Sicuramente i numeri non rendono piena giustiza al tanto lavoro fatto fino ad ora, complice la gravissima situazione pandemica che ci affligge, ma la linea tracciata è quella corretta che ci permetterà, quando la situazione si evolverà al meglio, di crescere con la giusta equità.

Quali sono i progetti futuri della Scuola Calcio?
PG: Principalmente la crescita numerica dei suoi atleti in un contesto sempre più innovativo e funzionale per la loro vita calcistica. Con le autorità cittadine stiamo portando avanti un progetto in comune con tutte le realtà sportive del territorio che prevederà l’inclusione di atleti diversamente abili. Un bellissimo esempio di come lo sport può realmente fare del bene insegnando i veri e sani principi morali che lo caratterizzano. Siamo Centro tecnico Elitè AC Monza esclusivo per la provincia di Lecco, pertanto stiamo crescendo in modo esponenziale grazie al loro know out tecnico sempre disponibile e fruibile in tutte le loro forme possibili, dando concrete possibilità ai nostri atleti di far parte del mondo professionistico. Nel corso di 2 anni ben 3 nostri atleti sono stati tesserati AC Monza.
Contiamo di diventare Scuola Calcio Elitè riconosciuta dalla Federazione fra un paio di anni. Questo sarebbe un traguardo prestigioso per tutta la nostra società che ricambierebbe almeno in parte l’enorme sforzo economico che sta attuando per finanziare l’intero progetto Scuola Calcio.

Concludiamo con i ringraziamenti e un pensiero…
PG: Sembrerà banale ma è davvero sentito. Voglio ringraziare la dirigenza, tutta per avermi concesso il privilegio di rappresentare, seppur in minima parte, questa gloriosa società nella quale ogni giorno mi “sento davvero a casa”. La mia famiglia che mi “perdona l’assenza” nelle ore libere che potrei dedicargli. I dirigenti accompagnatori senza i quali una scuola calcio non può esistere nella sua completezza, gli istruttori che instancabilmente si adoperano a fare in modo che tutto funzioni per il meglio e infine, non certo ultimi per importanza, i bambini e i ragazzi di tutta la scuola calcio che conosco personalmente e che ricambiano il mio affetto giorno dopo giorno, semplicemente chiamandomi “Paul”. Il mio pensiero va a loro, in ogni modo durante questa pandemia, sono sempre stati i più bistrattati, dimenticati e relegati a qualcosa che fa davvero male:”la solitudine”. Non può esistere un mondo senza bambini felici. Adoperiamoci insieme per fare in modo che questa felicità possa ritornare il più presto possibile. Forza Casatesee e VIVA per sempre la felicità dei bambini!

Le interviste Paolo Galbiati

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