Le Emozioni che vivono i bambini

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Bentrovati nella rubrica della mente. Un’appuntamento settimanale che il nostro Supporto pedagogico e Psicologia dello Sport della Scuola Calcio mette a disposizione per dare a tutti gli strumenti per capirsi e di conseguenza capire meglio il mondo che ci circonda. Oggi tramite un interessante articolo redatto dal nostro team pedagogico tratteremo l’importanza delle emozioni nei bambini.

Le Emozioni che vivono i bambini

“Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore”
Abbiamo voluto iniziare con questa frase di Sigmund Freud per imbastire il discorso sul concetto di come vivono le emozioni i bambini in questo momento duro per tutti e su come affrontarle e gestirle. Sempre più i nostri bambini, in questo periodo di lockdown, restano inascoltati ed abbandonati nel loro mondo, costretti a fare i conti con le loro emozioni e fantasie. In questo momento rappresentano la parte della popolazione più penalizzata, avendo perso la dimensione sociale, la scuola e il contatto con gli altri. Stanno vivendo una condizione che non comprendono, perché incapaci di dare una spiegazione razionale a tutto ciò. L’epidemia ha stravolto le nostre vite, cambiando del tutto la nostra quotidianità. Tutto questo genera emozioni negative, tra cui la Paura. La paura non bisogna maledirla, in quanto ci permette di essere più attenti e previdenti per evitare il contagio. Il problema arriva quando si diventa ostaggi della paura, cominciando ad avere comportamenti irrazionali, spesso irresponsabili. Altre emozioni frequenti in questo periodo sono la noia e la frustrazione. Ci sentiamo confusi, preoccupati e spaventati, ma tutto ciò è normale, questo periodo che stiamo vivendo non è facile per nessuno, questo infatti può creare un danno sia emotivo che cognitivo.

Cosa succede dunque ai bambini?
Loro sono esposti ad un contagio emotivo, cioè che il bambino fa propria l’emozione che il genitore sta vivendo. Inconsapevolmente recepisce le vostre espressioni, il tono della voce, trovandosi a provare e gestire emozioni quali rabbia, paura e tristezza, senza però aver capito a fondo il perché di ciò. Ciascun bambino vive questo momento a proprio modo, ma c’è un aspetto uguale per tutti. È la presenza di emozioni negative quali paura, rabbia, inadeguatezza sociale, impotenza. Emozioni simili all’adulto, che però il bambino esprime in modo diverso: per esempio nei più piccoli troviamo pianto, capricci, irritabilità, mentre nei più grandi possono presentarsi dolori addominali, mal di testa, isolamento, e in alcuni casi anche comportamenti aggressivi. Quello che tutti dovremmo fare è ascoltare di più i nostri figli; asciugarne le lacrime e distrarli dai pensieri negativi. Un figlio ha bisogno di poter esternare le emozioni, di poterle offrire ad un adulto che sappia accoglierle e aiutarlo a superare quelle cattive. Non bisogna essere dei super eroi, perché i bambini hanno bisogno di capire ed essere capiti, anche attraverso piccoli gesti quali un abbraccio o una carezza, che rassicurano più di tante parole. Insieme ad un adulto è tutto più semplice, soprattutto se questo sa capire e rassicurare al momento opportuno.

Vi lasciamo con una frase di Honore De Balzac che ci fa capire che prima di poter giudicare i comportamenti di una persona e poi per poterlo aiutare bisogna comprendere a pieno le sue emozioni, e cosi deve essere anche con i nostri amati bambini.
“Per giudicare un uomo bisogna almeno conoscere il segreto del suo pensiero, delle sue sventure, delle sue emozioni”

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